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mercoledì 30 settembre 2015

L’agricoltura (biologica) che cambia il mondo

2, 3, 4 ottobre 2015 Ferrara

Alce Nero al Festival di Internazionale


2, 3, 4 ottobre 2015 - Alce Nero torna per il secondo anno consecutivo al Festival di Internazionale a Ferrara, lo fa con il suo Diritti alla Terra e la narrazione di un’agricoltura (biologica) che cambia il mondo. Ma lo fa anche con il suo cibo, che grazie al format di ristorazione Alce Nero Berberè nutrirà la sala stampa del Festival.

Il marchio di oltre mille agricoltori e apicoltori biologici, impegnati, dagli anni '70, in Italia e nel mondo, nel produrre cibi buoni, sani e che nutrono bene, porterà a Ferrara ospiti nazionali ed internazionali per una giornata in cui il racconto non sarà solo storytelling, ma azioni concrete orientate ad un futuro di cambiamento. Nella sala conferenze della Camera di Commercio della città (via Largo Castello 10) sabato 3 ottobre si alterneranno i primi due momenti di confronto.

“Terra è libertà”, che ospiterà al tavolo dei relatori Günther Wallnöfer, consigliere del Comune di Malles, primo comune che ha bandito l’uso di pesticidi, e Evelyne Maria Piergentili, esperta di progetti ambientali, Santiago Paz, Cooperativa Sin Fronteras/Norandino (Perù), Giovanni Dinelli, Professore Ordinario alla Facoltà di Agraria presso l’Università degli Studi di Bologna ed Alice Waters, pioniera del biologico in California, che dialogheranno grazie all’introduzione e mediazione del giornalista Antonio Cianciullo.

Ulrich Veith racconterà ad esempio di come sia riuscito, dopo aver scoperto che i suoi pascoli nell’Alta Val Venosta erano inquinati dai pesticidi provenienti dalle decine di trattamenti aerei sui meleti, a vietarne (con anni di battaglie e l’appoggio di un referendum popolare) l’utilizzo su tutto il suo territorio.

Seguirà “Terra è vita”, con la partecipazione di Michele Buonomo, Legambiente Campania, Enrico Fontana, vicepresidente del Consorzio Libera Terra Mediterraneo, Nicola Cecere, allevatore bufalino biologico a Caserta e Nino Pascale, presidente di Slow Food Italia, condotti dal giornalista Peppe Ruggero.

Nicola Cecere sarà testimonianza di come molti allevatori nel casertano, per reagire alla terra dei fuochi, allevino in pascoli stupendi e puliti centinaia di bufale, biologicamente, diventando così segnale e simbolo di un percorso diverso e praticabile. O sarà possibile sentire dalla voce diretta di Enrico Fontana che arriveranno a 2000 gli ettari di terra affidata alle cooperative di Libera; ettari che saranno lavorati con metodo biologico, e di cui verranno curate anche le cantine, i laboratori e gli agriturismi.

Una giornata che terminerà con l’appuntamento più atteso, nella cornice ferrarese del Teatro Nuovo: “Terra è casa”. La vice presidente del Perù Marisol Espinoza Cruz racconterà a Stefano Liberti di come il mantenimento di una ricca biodiversità, lo sviluppo di produzioni biologiche e tradizionali peruviane insieme a quelle Fair Trade, rappresentino una grande opportunità di vita, economia e presidio montano (andino) per centinaia di migliaia di agricoltori peruviani, ma anche colombiani, che a favore di queste coltivazioni abbandonano la produzione di coca.

Ne discuteranno con lei, guardando ad un futuro di azioni concrete, Don Luigi Ciotti Fondatore di Libera, Hugo Valdes, direttore di Cooperativa Sin Fronteras / Norandino (Perù) e Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero per un momento che terminerà con la proiezione del cortometraggio inedito “Tierra Virgen”, girato lo scorso inverno in Perù e testimonianza reale di una società che, grazie all’agricoltura biologica, sta ripulendo la sua economia dalla coltivazione illegale di coca.

Ma Alce Nero non nutrirà solo di protagonisti e visioni la tre giorni ferrarese, lo farà anche portando il suo cibo e la cucina di Alce Nero Berberè che, con la speciale collaborazione dello Chef Simone Salvini, preparerà piatti a base di pasta, cereali, verdure e legumi biologici, o addolcirà con frollini, composte, mieli, succhi e nettari, le colazioni e i break degli ospiti del festival.

L’agricoltura (biologica) che cambia il mondo. C’è una agricoltura che pervade e coinvolge territori ed i suoi abitanti. Mette in relazione chi coltiva i prodotti e chi ne fruisce. È onesta perché vicina e reciproca. Fa bene: alle persone, all’ambiente, alla economia che è ecologia. Punta all’equilibrio che è equità. Nutre bene e non consuma. Unisce e non divide. Obiettivo nostro è diffondere questa agricoltura, parte e partecipe del cambiamento che vogliamo”.
Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero

PROGRAMMA SABATO 3 OTTOBRE 2015

Ore 11:00
Terra è libertà
Camera di Commercio di Ferrara, via Largo Castello, 10.

Ore 15:00
Terra è vita
Camera di Commercio di Ferrara, via Largo Castello, 10.

Ore 19:00
Terra è casa
Teatro Nuovo, Piazza Trento Trieste



Alce Nero è il marchio di oltre mille agricoltori e apicoltori biologici, impegnati, dagli anni '70, in Italia e nel mondo, nel produrre cibi buoni, sani e che nutrono bene. I prodotti biologici Alce Nero nascono da un’agricoltura che si fa custode della terra, rispettandone ogni componente, che sia vegetale, animale o umana. Nessun utilizzo di sostanze chimiche di sintesi come pesticidi ed erbicidi, scelta di terreni vocati, lavorazioni che esaltano le caratteristiche organolettiche e nutrizionali delle materie prime: questi i criteri che contraddistinguono il marchio Alce Nero. Al centro il sapere degli agricoltori, un patrimonio prezioso che si riflette in ogni ingrediente, dal pomodoro naturalmente ricco di licopene, al grano Senatore Cappelli con il suo stelo lungo, fino all’olio extravergine di oliva. Le oltre 250 referenze Alce Nero si possono acquistare in circa 30 paesi del mondo, in Europa, Asia, America e nel nuovo negozio online: www.alceneroshop.com

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