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sabato 18 gennaio 2020

Liu Jo Luxury diventa caso di studio al Politecnico di Milano

Liu Jo Luxury diventa caso di studio al Politecnico di Milano
 
Con quasi 120 milioni di fatturato e quasi tre milioni di pezzi venduti negli ultimi 12 anni Liu Jo Luxury, la brand extension di Liu Jo per gli orologi e gioielli, è uno dei casi di successo del settore a livello internazionale nel segmento di mercato del lusso accessibile. Liu Jo Luxury torna ad essere dopo qualche anno un case study al Politecnico di Milano al Master internazionale in "Accessory Design" diretto da Alba Cappellieri.
Il brand di gioielli e orologi nato come licenza di Liu Jo e che faceva capo alla Nardelli Luxury di Bruno Nardelli, è diventato nel 2017 Liu Jo Luxury Spa, joint venture di Liu Jo con Nardelli.
La nuova società, vede Bruno Nardelli come Amministratore Delegato e come Presidente Marco Marchi, Amministratore Unico di Liu Jo, è nata con l'obiettivo di consolidare il posizionamento del Brand Liu Jo Luxury, principalmente sui mercati esteri, qualificandone ulteriormente la visibilità a livello internazionale.


"Trovo sempre importante - dichiara Bruno Nardelli - il confronto con giovani creativi e quest'occasione con più di 50 partecipanti al Master provenienti da tutto il mondo, ci darà molte idee e spunti. Credo poi che sia fondamentale per chi fa impresa, soprattutto per chi come me è un imprenditore di prima generazione che ha iniziato dalla gavetta come artigiano orafo, raccontare ai giovani che con l'impegno quotidiano si possono raggiungere risultati importanti come è stato per me: prima sviluppare Liu Jo Luxury in licenza e poi con la joint venture con Liu Jo da socio di un grande imprenditore italiano come Marco Marchi."

"Sono contenta-dichiara Alba Cappellieri- di accendere i riflettori al Politecnico su   Liu Jo Luxury, una delle più interessanti realtà italiane del settore. Il master in Accessory Design è pensato, in accordo con lo spirito e la tradizione del Politecnico di Milano, per coniugare mano e mente, sperimentazione e tradizione, tecnologia e artigianato, prototipo e produzione industriale.

Il master dà una prospettiva unica sul mondo dell'accessorio in grado di fornire sbocchi occupazionali in ambiti eterogenei.
Oggi la moda la fanno gli accessori. Scarpe, gioielli, borse e cappelli sono le icone dello stile e del gusto, simboli di distinzione e d'identità ma anche testimoni di un sapere artigiano proprio del made in Italy. Per questa ragione le principali maison della moda danno sempre più importanza all'accessorio nelle sue molteplici interpretazioni richiedendo professionisti ad hoc."


Il brand Liu Jo Luxury è stato oggetto negli ultimi anni anche di indagini universitarie come nel caso dello studio comparato sul visual merchandising condotto dalla IULM, la Libera Università di Lingue e Comunicazione di Milano, che ha evidenziato come  Liu-Jo Luxury sia il brand più riconosciuto della gioielleria fashion ed è diventato, inoltre, tra i case history più studiati dalle università italiane. Oltre al Politecnico e alla IULM, le performance aziendali hanno indotto negli anni a occuparsi del brand atenei come la Bocconi di Milano, la Sapienza di Roma e il Suor Orsola Benincasa di Napoli.


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giovedì 19 dicembre 2019

ClimaMi, il database che fotografa il clima del territorio milanese



Il database che fotografa il clima del territorio milanese

 

I dati rilevati delle centraline della Fondazione OMD mappano i fenomeni meteorologici a Milano e in altri 12 comuni lombardi e aiutano i progettisti ad adottare scelte più sostenibili.


I risultati del primo anno del progetto ClimaMi - Climatologia per le attività professionali e l'adattamento ai cambiamenti climatici urbani nel milanese.

 

Milano, 19 dicembre 2019 - Una Milano sempre più calda, caratterizzata nell'ultimo decennio da temperatura media di 15.8°C, rispetto ai 14.3°C del periodo 1981-2010 (dati di Milano Centro), e nella quale l'isola di calore determina temperature più alte nel centro rispetto alla periferia. Una città in cui piove meno frequentemente rispetto al passato, ma con maggiore intensità (12 mm di pioggia all'ora la media calcolata per il mese di luglio nel periodo 2013-2018, contro gli 8 mm/h dell'arco temporale 1998 - 2018). Un territorio che mostra differenze meteorologiche importanti non solo tra una città e l'altra (62 la media a Milano Centro delle notti tropicali con temperatura minima superiore ai 20°C; 17 quella di Saronno), ma anche all'interno dello stesso territorio urbano: se a Milano Bovisa la media delle precipitazioni annue è stata di 1139 mm, a Milano Sud si è fermata a 874 mm (dati riferiti al periodo 2012-2018).

 

È il quadro che emerge dal database climatologico, uno dei risultati del primo anno del progetto ClimaMi - Climatologia per le attività professionali e l'adattamento ai cambiamenti climatici urbani nel milanese, promosso da Fondazione OMD - Osservatorio Meteorologico Milano Duomo in collaborazione con Fondazione Lombardia per l'Ambiente, Fondazione Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano e Fondazione Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano, e cofinanziato da Fondazione Cariplo.

 

Una fotografia dettagliata del clima locale dell'ultimo decennio che evidenzia la distribuzione dei fenomeni climatici e meteorologici nel milanese e la loro evoluzione nel tempo, e che rappresenta un importante strumento per valutare e finalizzare l'adozione di scelte più sostenibili a disposizione delle categorie professionali che si occupano di progettazione e gestione del territorio urbano.

 

Presentato ieri presso la Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli, il Database di ClimaMi raccoglie i dati climatici di Milano e di altri 12 comuni della Lombardia (Cinisello Balsamo, Gaggiano, Lacchiarella, Legnano, Lodi, Magenta, Melzo, San Donato Milanese, Saronno, Seregno, Vigevano, Vimercate) riferiti al periodo 2012-2018. I valori sono forniti da 19 stazioni meteorologiche urbane (7 delle quali collocate nella città di Milano) appartenenti alla rete nazionale della Fondazione OMD; a questi si aggiungono, per la centralina di Milano Centro, alcuni dati riferiti ai CLINO (le medie di riferimento) 1961-1990 e 1981-2010, che permettono di evidenziare cambiamenti avvenuti nel clima urbano, e i dati di fulminazione forniti da CESI S.p.A..

 

Il database, che insieme alle Linee Guida è disponibile al link progettoclimami .it/database, è consultabile per variabile meteorologica fondamentale, località, passo temporale e settore professionale di utilizzo. I dati sono riferiti a 94 indicatori climatici, riconducibili a 6 variabili meteorologiche fondamentali - temperatura dell'aria, umidità relativa, pressione atmosferica, precipitazioni, vento e radiazione solare – a cui si aggiunge quella dei fulmini nube-suolo (numero di colpi sulla superficie comunale).

 

Ogni indicatore, inoltre, può essere associato a una o più attività tra pianificazione territoriale, progettazione edificio-impianto, energia, gestione del deflusso meteorico, salute e benessere, gestione del verde pubblico. L'obiettivo di questa raccolta di dati è infatti quello di offrire un nuovo Strumento Informativo sul Clima Urbano (SI-CU) a tutti coloro che operano nell'ambito dell'energia, dell'urbanistica, delle costruzioni, della salute pubblica: categorie professionali che con il loro lavoro possono impattare in maniera significativa sull'adattamento al cambiamento climatico e sulla mitigazione dei suoi effetti più negativi nelle città, come le ondate di calore estive e le precipitazioni brevi e molto intense.

Il database è accompagnato anche da Linee Guida che, oltre a fornire orientamento per la corretta interpretazione e applicazione degli indicatori, mirano a unificare i lessici tecnici dei diversi settori professionali nell'ambito clima e meteo (progettoclimami .it/linee-guida).

 

Partendo dall'analisi di un territorio vario e articolato come il bacino aerologico milanese, dove si verificano fenomeni climatici peculiari e complessi, il progetto ClimaMi vuole offrire un modello di climatologia urbana replicabile e facilmente esportabile anche in altri contesti cittadini. Una prima applicazione pratica è stata sperimentata nel Comune di Melzo, dove alcuni degli indicatori climatici inseriti nel database sono stati presi in considerazione in occasione dell'aggiornamento del Piano di Governo del Territorio.

sabato 14 dicembre 2019

Il Comune di Milano premiato agli Innovation in Politics Awards 2019 con il progetto FabriQ

IL COMUNE DI MILANO PREMIATO AGLI INNOVATION IN POLITICS AWARD 2019

Il progetto FabriQ vince nella categoria "Lavoro"

 

Milano, 9 dicembre 2019 – Una vittoria a tinte tricolori per la terza edizione degli Innovation in Politics Awards, l'annuale premio europeo per la politica innovativa e coraggiosa: il progetto FabriQ del Comune di Milano è stato scelto quale migliore iniziativa nella categoria "Lavoro" ed è stato protagonista della Cerimonia di Premiazione presso il TIPI am Kanzleramt a Berlino.

 

L'iniziativa promossa da Cristina Tajani, Assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane, offre aiuti economici ed assistenza a startup e giovani aziende della periferia di Milano – in particolare della zona di Quarto Oggiaro –, e si è distinta tra le oltre 400 provenienti da tutta Europa, affermandosi poi sugli altri nove finalisti della sua categoria. A colpire la giuria, il forte impatto sul tessuto sociale non solo della zona, che sta conoscendo una nuova fase di sviluppo e crescita, ma dell'intera città.

"Questo riconoscimento premia il grande lavoro fatto in questi anni dal nostro incubatore FabriQ, una realtà che è riuscita a far crescere oltre 60 startup che si sono inserite nel mercato grazie alle loro idee, servizi e prodotti innovativi, capaci di far coincidere crescita economica con i bisogni sociali dei territori periferici in cui si insediano", commenta l'Assessore Cristina Tajani, "Il premio dimostra, ancora una volta, come sia vincente la scelta dell'Amministrazione di porsi sempre al fianco dei tanti giovani che investono sulle proprie idee e sulla propria crescita professionale, coniugando imprenditorialità e sostenibilità sociale e ambientale. Scelta, questa, che si dimostra vincente soprattutto per sostenere e promuovere lo sviluppo dei quartieri più periferici della città".

 

A rappresentare l'Italia alla Cerimonia di Premiazione, oltre al progetto FabriQ, altre 5 iniziative che sono state scelte per entrare in finale, ma che purtroppo non hanno raggiunto la vittoria:

 

·         #MPF – Milano Plastic Free, promosso anch'esso dall'Assessore Tajani del Comune di Milano e finalista nella categoria "Ecologia"

 

·         Ci sto? Affare Fatica, promosso dall'Assessore Stefano Bertacco del Comune di Verona e finalista della categoria "Civiltà"

 

·         Ferla Agorà – la piazza delle idee, promosso da Michelangelo Giansiracusa, Sindaco di Ferla (SR) e finalista nella categoria "Democrazia"

 

·         Masterplan Destinazione Turismo, promosso da Paolo Marchioni, Sindaco di Omegna (VB) e finalista nella categoria "Prosperità"

·         Noi, persone della società complessa, promosso dall'Assessore Stefano Bertacco del Comune di Verona e finalista della categoria "Diritti umani"

 

"Siamo felici che ben sei progetti italiani abbiano ricevuto il riconoscimento di oltre mille cittadini europei, e che uno di loro sia stato votato come il migliore della categoria - ha sottolineato Martin Slater, rappresentante per l'Italia dell'Innovation in Politics Institute e presidente di Noesis. - In Italia, come in tutta Europa, ci sono tantissimi politici che ogni giorno si mettono al servizio dei propri cittadini realizzando iniziative innovative che migliorano la vita delle persone, l'integrazione, la formazione scolastica, l'impatto ambientale, la vivibilità delle città, i servizi per le fasce più deboli. Ci auguriamo di riuscire a raccogliere un numero ancora maggiore di questi progetti per la prossima edizione del premio".

 

Innovation in Politics Awards

Gli "Innovation in Politics Awards" per il lavoro politico innovativo sono assegnati annualmente dall'Innovation in Politics Institute, un'organizzazione europea con uffici a Vienna e Berlino e partner associati in Belgio, Bulgaria, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lituania, Polonia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.

L'Istituto si è prefisso il compito di migliorare il lavoro politico in Europa premiando e sostenendo politici coraggiosi e creativi che aprono nuove strade e raggiungono risultati concreti, indipendentemente dall'affiliazione partitica o dal livello politico in cui operano. Gli Innovation in Politics Awards li premiano insieme ai loro progetti, come ispirazione per tutti coloro che vogliono migliorare e rafforzare la politica e le politiche democratiche.

Organizzazioni prestigiose in Europa sono partner di questo progetto: Act.Now a Vienna, All Channels a Sofia, Alter Ego in UK, Arenaidé in Svezia, Ashoka Polonia, Bulgarian School of Politics, Das Progressive Zentrum a Berlino, Dublin City University, EuropaNova a Parigi, Europäische Forum Alpbach, Kongres Kobiet in Polonia, Noesis a Milano e Roma, Out of the Box in Grecia e Szkoła Liderów e THINKTANK in Polonia.



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giovedì 5 dicembre 2019

Milano, autunno più caldo e piovoso della media: tutti i dati dell'Osservatorio Meteorologico Milano Duomo

Caldo e tanta pioggia nell'autunno di Milano


Secondo le rilevazioni della Fondazione OMD, la temperatura media dell'autunno meteorologico è stata di 16°C; 472.8 i mm di pioggia caduti.

Quello del 2019 è stato l'ottobre più piovoso dell'ultimo decennio

 

Milano, 5 dicembre 2019 - Con una temperatura media di 16°C, superiore di 1.7°C al CLINO, la media del trentennio di riferimento*, a Milano l'autunno meteorologico – stagione compresa tra il 1° settembre e il 30 novembre 2019 – è stato più caldo della norma.

Le rilevazioni della Fondazione OMD – Osservatorio Meteorologico Milano Duomo, in particolare della centralina di Milano Centro (presso la sede centrale dell'Università degli Studi di Milano), confermano quindi il trend del 2019, che ha visto tutte le stagioni chiudersi con un valore medio superiore a quello di riferimento.

È stata anche una stagione molto piovosa, che ha fatto registrare 472.8 mm di pioggia contro i 290.2 mm tipici del periodo: ottobre 2019, in particolare, con un accumulo di 180.7 mm è stato il più piovoso dell'ultimo decennio.

Tutti e tre i mesi, ad eccezioni di brevi fasi fresche, sono stati più caldi della norma. La temperatura media di settembre è stata di 21.3°C, contro i 20°C del CLINO, e quella di novembre di 10°C, superiore di 1.6°C a quella di riferimento; spicca in particolare ottobre, i cui 16.7°C di media sono ben 2.3°C sopra il CLINO. 

La temperatura massima più alta della stagione è stata rilevata il 1° settembre (31.7°C), ma sono da segnalare anche il valore del 1° ottobre (26.3°C, in una giornata dai connotati tipicamente estivi) e quello del 25 novembre. I suoi 19.2°C sono infatti la temperatura più elevata mai registrata a Milano nella terza decade di novembre, a pari merito con il 27 novembre 1986; la giornata si è distinta anche per la temperatura media di 14°C, oltre 7°C al di sopra di quella tipica del periodo.

La minima assoluta, preludio dell'inverno meteorologico alle porte, è stata registrata il 30 novembre: 3.6°C.

Per quanto riguarda le precipitazioni, l'andamento è stato molto differente tra un mese e l'altro. Settembre e ottobre hanno fatto registrare i loro accumuli (rispettivamente 120.8 e 180.7 mm) in pochi e singoli episodi: gli 80 mm di pioggia caduti il 21 ottobre, in particolare, hanno causato non pochi disagi alla città. A novembre sono state invece ben 16 le giornate di pioggia (intese come giornate che hanno avuto un accumulo di almeno 1 mm) e 171.3 i mm di pioggia totali. Non sono inoltre mancati fenomeni temporaleschi, anche nel mese di novembre.

Per quanto riguarda questi primi giorni di inverno meteorologico, continuerà, almeno fino agli inizi della prossima settimana, la fase di tempo stabile che sta interessando Milano. Sarà tuttavia possibile qualche maggiore addensamento nuvoloso nella giornata di domenica. Anche le temperature si manterranno in prevalenza stazionarie, con minime leggermente superiori agli 0 °C e massime prossime ai 10 °C.

 

*L'Organizzazione Meteorologica Mondiale usa come parametro di riferimento la media del trentennio 1981-2010 definita Climatological Normal (CLINO). 



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A Milano i personaggi di Gambero Rosso Channel brindano con il Primitivo di Manduria

Una cena spettacolo per 20 anni di Gambero Rosso HD che, martedì 10 dicembre, proporrà una tavola imbandita d'autore abbinata alla doc pugliese

A Milano i personaggi di Gambero Rosso Channel brindano con il Primitivo di Manduria

L'evento sarà seguito dalle telecamere della storica emittente televisiva

 

Il Primitivo di Manduria insieme ai volti di Gambero Rosso Channel per celebrare a tavola l'arrivo delle feste natalizie. Le etichette del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria saranno protagoniste dell'evento promosso da Gambero Rosso 20 anni di Gambero Rosso HD.

 

Una cena spettacolo che proporrà a Milano (IBM studios), martedì 10 dicembre, una tavola imbandita d'autore abbinata alla doc pugliese. Una serata all'insegna del gusto e del divertimento con gli chef che si alterneranno tra palco e cucina per raccontarsi a tu per tu con gli ospiti in sala. L'evento sarà seguito dalle telecamere di Gambero Rosso Channel che realizzerà per l'occasione uno speciale televisivo in onda durante le festività natalizie sul canale 412 di Sky.

 

L'appuntamento con 20 anni di Gambero Rosso HD è ormai una certezza del calendario gastronomico, e offre ogni anno al pubblico del canale tematico di Gambero Rosso (412 su Sky) l'opportunità di incontrare i propri beniamini in occasione di una serata di festa, all'insegna della buona cucina. Con i veterani del gruppo, come Giorgione, Igles Corelli, Max Mariola, Maurizio Santin e tanti altri.

 

La mattina sempre a Milano si terrà il convegno '20 anni di Gambero Rosso, l'eccellenza dell'enogastronomia su Sky'. Un percorso che ripercorrerà la storia del primo canale televisivo italiano dedicato al cibo e al vino. 

Alla fine del convegno il lunch prevedrà la degustazione dei vini del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.



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sabato 30 novembre 2019

Biodiversità: la nuova sfida del Tre Cristi Milano. Un menu dagli ingredienti esclusivi e dalla territorialità radicata.

                               

Biodiversità: la nuova sfida del Tre Cristi Milano

Un menu dagli ingredienti esclusivi e dalla territorialità radicata


Il nuovo menu invernale al Tre Cristi Milano non racconta solo di sostenibilità, ma anche di biodiversità, ponendo l'accento sull'inscindibile legame tra alcuni ingredienti e il loro territorio

 

È un mosaico senza fine quello a cui lo chef Franco Aliberti sta dando vita menu dopo menu: ogni nuova carta è un tassello che si aggiunge, seguendo un filo conduttore preciso e ben delineato, dando sempre più forma a un'idea culinaria ben precisa, fatta di sostenibilità, eticità e, da novembre, anche di biodiversità. Un concetto che fatica ancora a entrare nelle cucine e sulle tavole dei consumatori, nel quale Franco Aliberti ripone il suo estro e le sue forze, senza rinunciare alla vena ludica ed ingegnosa tipica della sua personalità. Nascono così piatti chimerici, come Pane e salame inteso da tutti come la classica merenda salata, ma che viene qui riproposta nella sua versione dolce: michetta di pasta choux, salame di cioccolato bianco con mirtilli e mandorle, cremoso allo yogurt e limone, acetosella.

Sfogliando il menu è evidente come la sfida alla biodiversità a tavola sia stata accettata con forte determinazione e una meticolosa ricerca degli ingredienti. Piccole produzioni e varietà locali da sostenere contro l'omologazione del gusto e per la tutela di diversità del nostro paese. Si può così scegliere tra il cavolfiore di Moncalieri presidio Slow Food e il topinambur bianco di Cernobbio; dal cardo gobbo di Nizza Monferrato alla zucca mantovana PAT, dove PAT sta per Prodotti Agroalimentari Tradizionali, profondamente radicati al territorio di produzione e alle loro metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura. Ci sono poi ingredienti talmente particolari da avere una lunga storia e un'intrinseca tradizione, fondamentali per potere comprendere fino in fondo l'essenza del piatto in cui sono inseriti: come le castagne di Calizzano e Murialdo, la cui essiccatura avviene sui "tecci", ovvero piccoli seccatoi in pietra con il tetto di scandole, dove all'interno, all'altezza di due o tre metri da terra, un soffitto di graticci in legno permette al calore e al fumo di raggiungere le castagne.

Così l'idea del 'chilometro zero' si lega indissolubilmente ai presidi e alle denominazioni legati ai vari territori, con lo scopo di salvaguardare gli ingredienti. E se si parla di territorio, Franco Aliberti pone sempre un occhio di riguardo alla città che lo ha accolto, ovvero la sua Milano, omaggiandola con piatti della tradizione come Rostin negàa di vitello di razza Piemontese e Ricordando la Miascia, cioè una torta di pane senza uova e con frutta. Ed è anche la frutta che trova il suo spazio all'interno del menu e lo fa riportando alla luce una tradizione passata ma ormai abbandonata, ovvero quello del carrello dal quale è possibile scegliere tra una selezione di frutta di stagione proveniente da piccoli produttori del nostro territorio.

I menu degustazione rimangono due: "In città" caratterizzato da 8 portate e "Biodiversità a due passi da Milano" di 12 portate. Entrambi iniziano con un'entrée dal sapore natalizio ma rivisitato: Omaggio al panettone in versione salata, con la mostarda di zucca fatta in casa e lo zabaione salato.

Oltre ai menu, la scelta à la carte prevede un'opzione in più, ovvero quella di scegliere le porzioni "Degustazione" che permettono di assaggiare ad un costo minore i piatti del ristorante Tre Cristi Milano, per capirne a pieno la filosofia e l'identità. Rimangono invariate l'opzione delle due portate a 35€ e quello delle 3 portate a 50€.

La cucina: 
Le parole chiave sono una cucina attenta all'ambiente ed ecosostenibile: ogni piatto esalta le singole materie prime, presentate in diverse consistenze e utilizzando tutte le parti commestibili di frutta e verdura. Un'innata curiosità e voglia di sperimentare: Franco Aliberti si avvale delle più moderne tecniche di cottura ma predilige un ritorno all'uso di cucina ancestrale, come quella della griglia, che diviene garanzia di una cucina personale e decisamente creativa.
Sorpresa, divertimento e un gioco sensoriale che viene esaltato da una studiata linea di oggetti di design che vede lo skyline e la tradizione milanese come fonte ispiratrice: un piccolo tram, come nell'immaginario collettivo di una Milano anni '50, sarà il veicolo che vi accompagna fino all'ultima portata.
"Ho una visione da pasticcere: tutto deve essere calcolato al millimetro, per essere perfettamente replicabile in ogni momento e da ognuno. Un esempio: la pasta al pomodoro, è la classica ricetta non scritta. Per me deve essere scritta anche quella, con tutte le possibili variazioni. Questo è un pensiero da pasticcere" racconta lo chef.
  
Le esperienze dello chef:
Tra le esperienze più importanti dello chef-pasticcere quella da Massimo Spigaroli all'Antica Corte Pallavicina, poi con Massimiliano Alajmo a Le Calandre di Padova dove ha la possibilità di confrontarsi con professionisti del calibro di Gianluca Fusto, quindi con Gualtiero Marchesi ad Erbusco con cui collabora anche all'apertura del Marchesino a Milano. A seguire, l'esperienza pregnante presso il ristorante Vite di San Patrignano, per il progetto di centro della proposta educativa della comunità. Nel 2012 entra a far parte della brigata di Massimo Bottura all'Osteria Francescana, mentre nel 2014 apre il suo ristorante a Riccione, EVVIVA, dolci e cucina a scarto zero, sua cifra stilistica. Infine l'affiancamento dello chef Gianni Tarabini a La Preséf all'interno dell'Azienda Agricola de "la Fiorida" a Mantello, in Valtellina.
                               



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martedì 26 novembre 2019

Illuminazione natalizia a Milano: il progetto tutto green in p.zza della Scala 'Luci buone a Milano'


Il progetto green di ENGIE che illuminerà e animerà Piazza della Scala

 

Milano, 25 novembre 2019 – Per dare il via alle festività natalizie, il 5 dicembre, un'opera illuminotecnica sarà la nuova e originale immagine di Piazza della Scala, all'insegna della riduzione delle CO2.

 

È questo "Luci Buone a Milano", il progetto accolto favorevolmente dall'Amministrazione comunale e realizzato da ENGIE Italia, player dell'energia e dei servizi leader nella transizione a zero emissioni di CO2, con la collaborazione di Signify, leader nell'illuminazione che ha fornito i corpi illuminanti e la società di Ingegneria I-Dea che ne ha concepito l'installazione luminosa.

 

L'opera animerà il cuore di Milano dal 5 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020.

 

L'ispirazione che ha consentito di sviluppare il progetto illuminotecnico deriva proprio dal prestigioso Teatro alla Scala, un vero e proprio tempio culturale che sotto il suo soffitto ha ospitato e ospita grandissimi artisti e produzioni. Questo stesso soffitto prende vita in piazza, curvandosi e modellandosi sui passanti e avvolgendoli in uno sfavillio "a impatto zero".

 

La struttura realizzata in materiale riflettente amplificato dalla presenza di piccoli punti strass in cristallo e l'installazione di circa 200 metri di tubi LED a basso wattaggio, permettono un risparmio energetico del 65%, pur realizzando un notevole effetto di luci. L'installazione verrà illuminata da barre a led a luce bianca e colorata, che sfruttando un sofisticato sistema di controllo saranno in grado di creare un effetto dinamico, sfumato verso l'alto.

 

Un progetto, quindi, inspirato alla sostenibilità che sarà arricchito da due iniziative, dedicate ai cittadini, per sensibilizzare sull'impatto ambientale.

 

Due totem interattivi daranno la possibilità ai passanti, anche grazie al supporto di hostess, di scegliere i "buoni proposti del 2020". Le buone azioni del nuovo anno, come impegno per una migliore qualità della vita, potranno essere selezionati anche tra i propositi "a zero impatto di CO2". Inoltre ognuno potrà calcolare la propria "carbon foot print" quotidiana attraverso il calcolatore di CO2 (test a questo link) progettato da ENGIE. Un gioco, quindi, che animerà la piazza e farà riflettere su quanto "pesiamo sul pianeta" e come possiamo ridurre le nostre emissioni di CO2.

Attraverso i display LED dei totem, sarà inoltre possibile fare dei 'green selfie', e saranno distribuiti degli eco-cartoncini natalizi e dei flyer con il decalogo dei consigli per un "Natale sostenibile", dando la possibilità ai cittadini di divertirsi e acquisire maggior consapevolezza. #Piùsiamomenopesiamo sarà l'hashtag dominante.

 

La struttura luminosa a led inizierà a brillare giovedì 5 dicembre alle ore 17:30. E per la sua inaugurazione sarà realizzato un evento aperto alle persone e focalizzato sulla sostenibilità: l'ENGIE Silent Party "Zero decibel x zero CO2". Piazza della Scala si trasformerà dunque in un'enorme sala da ballo silenziosa, dove i passanti vengono dotati di speciali cuffie e possono ballare walzer o disco dance con la regia dal vivo del DJ Filippo Nardi.

Un evento nuovo di entertainment per una piazza a zero inquinamento acustico, a cura di Barbara Garavelli Nani Mocenigo.

 

"Luci Buone a Milano, è per noi un ulteriore impegno per la sostenibilità ambientale nell'ambito della partnership con il Comune di Milano. - commenta Laura Masi, Direttore Marketing e Comunicazione di ENGIE Italia. "Siamo al fianco dell'Amministrazione su diversi fronti per contrastare le emissioni di CO2, dai progetti di efficienza energetica in atto per oltre 500 edifici pubblici, alla collaborazione nel progetto ForestaMI. Crediamo fortemente, quindi, che una Milano a zero emissioni nel 2050 sia possibile. Siamo però, altresì, convinti che per realizzare questo ambizioso traguardo, sia fondamentale mettere i singoli cittadini nelle condizioni di comprendere quanto la propria impronta ecologica impatti sull'ambiente, e il progetto "Luci Buone a Milano" ha questo obiettivo. – continua Laura Masi – Le persone saranno avvolte e coinvolte da una luminaria natalizia progettata per essere sostenibile e dal particolare impatto visivo. In quest'atmosfera unica si inviteranno le persone a interagire e a riflettere sulle proprie scelte di vita quotidiana in ottica di riduzione di emissioni di CO2. Invitiamo quindi tutti a venire in Piazza della Scala e accendere la loro "luce buona" per il 2020, perché come diciamo in ENGIE, "più siamo, meno pesiamo". 



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