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mercoledì 12 marzo 2014

Valentina Santagati e il suo valore aggiunto: la Sicilia

Valentina Santagati comincia da giovanissima a coltivare la sua passione per la moda. Sin da bambina alimenta l’innato senso estetico disegnando figure femminili, vestendole con abiti da sposa e cominciando a realizzare piccoli abiti per i personaggi fantastici della sua infanzia. Dopo una laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catania, decide di trasformare la sua arte e il suo gusto in professione, vestendo così i desideri dell’universo femminile. Studia moda presso l’Accademia euromediterranea di Gabriella Ferrera, qui apprende con particolare entusiasmo la storia della moda e del costume, progettazione e pianificazione delle collezioni e tecniche illustrativo-grafiche.

 


Parte così alla conquista delle passerelle siciliane che, nel 2007, vedono sfilare la sua prima collezione “Visi Occulti” al Madeinmedi. Nell’edizione del 2009 partecipa come “stilista emergente” con la collezione “Fractal”. Nel 2013 crea “Mediterraneus” una collezione ispirata al mare nostrum che la vede nuovamente protagonista al Madeinmedi di Noto, ed ospite a luglio al Premio Posidone d’Argento presso Fiumefreddo di Sicilia.

Nel suo bagaglio esperienziale il lavoro per l’azienda Tania Ercoli design di Civitanova Marche all’interno dell’ufficio stile come designer di calzature donna. Successivamente matura anche un’esperienza presso l’atelier Ferrera di Catania occupandosi sia della fase di vendita sia dello sviluppo delle collezioni a livello creativo e sartoriale. Oggi Valentina vive e lavora a Catania presso “Valentina Santagati couture”.

Quando hai deciso di trasformare la passione per la moda in professione?

“Questa decisione è maturata da sola dopo la mia ultima esperienza lavorativa presso l’atelier Ferrera. Qui oltre ad aver perfezionato la tecnica sartoriale ed allargato i miei orizzonti artistici ho preso padronanza e consapevolezza delle mie doti creative a tal punto da pensare di poter trasformare questo ‘gioco’ creativo in una vera e propria professione”.
Una breve descrizione delle tre collezioni moda?

“La mia prima collezione ‘Visi occulti’ è un omaggio al grande pittore surrealista Salvador Dalì, un mix di moda e arte per raccontare un mondo fantastico dislocato tra “sogno e realtà” tra ‘possibile e impossibile’. Il titolo della collezione ‘Visi occulti’ incarna perfettamente lo stereotipo di donna vista dal pittore come una figura spettrale, quasi priva di volto e d’identità. La femminilità acquista una nuova fisionomia: si nasconde dentro veli, maschere dipinte, cappelli a forma di scarpa rovesciata, cuffie adornate di fiori, conchiglie, aragoste e farfalle. Si veste di colori accesi e brillanti, di linee spigolose alternate a quelle sinuose che creano dei piacevoli effetti frizzanti ricchi di citazioni e contraddizioni. Si arricchisce di materiali e tessuti come veli d’organza e pizzi traforati che si mescolano a velluti e rasi, sui quali vengono riprodotte manualmente le pittoriche immagini paradossali di Salvador Dalì, il tutto rispecchiando il carattere bizzarro e contraddittorio del pittore e mantenendo al con tempo inalterato il mio gusto e il mio stile eccentrico. La mia seconda collezione ‘Fractal’ (arte frattale) rappresenta l’affascinante connubio esistente tra arte scienza e matematica. Fonte d’ispirazione di questa collezione sono state delle immagini artistiche realizzate da studiosi matematici con l’ausilio di computer grafica: risultati di calcoli trasformati in immagini straordinarie note per la loro particolare bellezza e complessità. Protagonista di questa collezione: il concetto “frattale” che viene applicato dalla forma al colore e soprattutto alla fantasia modulare di ogni singolo abito. Una collezione dipinta a mano con pittura su stoffa e arricchita con materiali da ricamo che riproducono delle forme simili ai frattali”.

E veniamo alla tua ultima collezione …

“La mia terza collezione ‘Mediterraneus’ prende spunto dai colori del Mediterraneo e rimanda ai suoi fondali marini. Donne eleganti e sensuali risorgono dalle profonde acque degli abissi per rinascere a nuova vita come muse che ondeggiano in una realtà evanescente, quasi onirica. Sembra un sogno ben strutturato dalla mia fantasia: abiti al ginocchio dal taglio impero che evidenziano il punto vita e profonde scollature volte a creare una silouette eterea. Poi ricami esclusivi, ramage di coralli, svaroskj, perle di fiume e pietre dure sposano pizzi, piume, reti di macràmè, ducesse, cadì in seta e georgette. Insomma, un accurato crescendo cromatico dal sapore mediterraneo che riscopre la magica isola siciliana”.
 


Come definisci il tuo stile?

“Adoro esprimere la mia creatività traendo spunto dall’arte contemporanea, dalla trasfigurazione di epoche e stili precedenti rivisitati in modo inedito e del tutto personale, ma soprattutto riversare il “mio” mondo immaginario nelle mie creazioni. Il mio stile è riconoscibile per quel tocco di eleganza surreale, per la preziosità dei ricami e per la bellezza del colore, elemento imprescindibile nelle mie collezioni. Queste caratteristiche fanno dei miei abiti dei modelli unici e preziosi ispirati a un tipo di donna sofisticata che ama distinguersi e sognare per evadere dalla routine”.

I pro e i contro di questo mestiere?

“I contro: per questo mestiere occorrono lunghi anni di gavetta in diverse aziende del settore e tanti sacrifici economici. I pro: credo che sia una soddisfazione impagabile vedere realizzato ciò che la propria mente creativa è in grado d’immaginare”.

E’ difficile fare moda in Sicilia?

“Ad oggi credo che sia difficile fare moda ovunque…nonostante la Sicilia sia un po’ isolata dal ‘circuito’ moda io credo che sia una terra che può dare un valore aggiunto al mio lavoro”.

Cosa si potrebbe fare di più per i giovani designer?

“Dare più spazio, più opportunità e vetrine possibili per esibire le proprie creazioni attraverso periodici eventi moda, talent, media, e i social network”.
 


Foto

Model: Lucrezia Crisafi by Castdiva Models agency


Photographer: Roberta Tocco

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