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venerdì 31 gennaio 2014

Cina Cultura China - "Pionieri Italiani in Cina-Giganti della fede e della scienza" libro di Antonio Airo' e Gilberto Perego - Istituto Europa Asia IEA Europe Asia Institute -

Presentato a Sua Santita' Papa Francesco

"PIONIERI ITALIANI IN CINA- Giganti della fede e della scienza". Un
libro di Gilberto Perego e di Antonio Airò -


Accanto alle grandi figure di Marco Polo e Matteo Ricci spicca il
Senatore Vittorino Colombo tessitore di rapporti fondamentali tra
Italia, Vaticano e Repubblica Popolare

Achille Colombo Clerici:
<<L'Italia puo' diventare sempre piu' un interlocutore privilegiato, in
campo culturale, sociale ed economico, con il mondo cinese ed un ponte
naturale tra Cina, Europa e Mondo occidentale intero, seguendo la via
tracciata dal Sen. Vittorino Colombo>>

* *

E' in libreria l'ultimo volume di Gilberto Perego e Antonio Airò dal
titolo "Pionieri Italiani in Cina-Giganti della fede e della scienza"
edito da Il Portolano di Genova.

- Presentazione di Cesare Romiti presidente della Fondazione Italia Cina;
- Prefazione di Monsignor Claudio Maria Celli, presidente del
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali;
- Postfazione del Sen. Franco Marini presidente del Senato Italiano e
discorso del Ministro Andrea Riccardi.


I due autori che già ebbero a pubblicare "Sulle orme di Matteo Ricci"
nel 2007 con le edizioni "Aracne", hanno inteso con questo nuovo
lavoro approfondire i rapporti tra Vaticano e Governo Cinese di
questi ultimi decenni, mettendo in risalto il significato particolare
del messaggio personale che Giovanni Paolo II fece avere a Deng
Xiaoping, per tramite del senatore Vittorino Colombo, fondatore e
primo presidente dell'Istituto Italo-Cinese, già presieduto
dall'avvocato Achille Colombo Clerici che oggi è al vertice
dell'Istituto Europa Asia.

L'intendimento di Airò e di Perego, nell'elaborare questo libro, dopo
quello del febbraio 2007 che si concentrava maggiormente sulla figura
del "politico" Vittorino Colombo, è stato quello di valorizzare il
messaggio - cioè la lettera - di Giovanni Paolo II del 1983, al leader
comunista Deng Xiaoping, affidando la missione ad un ambasciatore sui
generis e per di più laico e per niente inserito nelle sfere del
Vaticano: lo stesso Sen. Colombo.


Scrive tra l'altro Giovanni Paolo II al Presidente Deng Xiaoping:
"...E' con questo atteggiamento di fiducia che vorrei pregare Vostra
Eccellenza di consentire al Senatore Vittorino Colombo. nello spirito
di amicizia che egli porta alla grande Nazione cinese e per la
conoscenza che ha della Santa Sede e della Chiesa....di poter esporre a
fondo tutte le considerazioni ...Egli ne ha da me un espresso
incarico".



Un incarico straordinario che meritava un approfondimento. Ed è per
questo che gli autori hanno inteso inserirlo nei principali rapporti
tra Italia, Vaticano e Cina tessuti da uomini straordinari: dal
coraggioso perugino Giovanni Pian del Carpine a Giovanni da
Montecorvino che avviò la prima missione cattolica in Cina nel 1300
convertendo dal nestorianesimo al cattolicesimo il Principe Giorgio di
Tenduc che divenne il primo Arcivescovo di Pechino e Patriarca di
tutto l'Oriente, oggi considerato santo dai cattolici cinesi.

E poi Fra Giovanni Marignolli che portò in Cina ben 50 religiosi;
Odorico da Pordenone che si spinse fino al regno dei Ciampa, l'attuale
Vietnam; il bresciano Giulio Aleni, il trentino Martino Martini il
milanese Giuseppe Castiglioni, il friulano Celso Costantini e tanti
altri.


Un intero capitolo è dedicato alla meravigliosa avventura di Marco
Polo, il più grande esploratore terrestre di tutti i tempi e di tutti
i Paesi, che con "Il Milione" fece conoscere nel Medioevo la Cina e i
confinanti territori dell'Asia a tutte le genti d'Europa; ed un
capitolo è dedicato a Matteo Ricci, gigante della fede e della scienza
che comprese il Confucianesimo non essere una religione bensì una
filosofia di vita.


Nella prima parte del libro, Perego e Airò sostengono come l'Italia -
almeno sino alla metà del XVII secolo - sia stata l'attore principale
in Occidente dei rapporti con l'impero Cina.

Dopo la rivolta dei Boxer del 1899 che portò sette potenze mondiali,
tra cui l'Italia, a mettere sotto tutela Pechino e ampie zone del
Paese, la Chiesa cattolica cinese riprese con slancio la propria
missione: nel 1920 i cattolici erano saliti a 2 milioni e i sacerdoti
a quasi 1000, venne fondata l'università Aurora a Shanghai e
pubblicato il primo quotidiano cattolico.
Le strutture sociali della Chiesa - scuole, ospedali, orfanotrofi,
lebbrosari ecc. - erano quasi 4.000. Ma la grande, vera svolta avvenne
nel 1922 con la nomina a Delegato apostolico di Mons. Celso Costantini
che portò le diocesi da 57 a 121.

Nel 1946 Pio XII sanciva la costituzione della gerarchia in tutta la
Cina e assegnava la porpora cardinalizia per la diocesi di Pechino ad
un cinese, Mons. Tommaso Tian Gengxin.


L'avvento della Repubblica Popolare di Mao Zedong con la proclamazione
dello Stato ateo portò all'espulsione di tutti i vescovi e dei
missionari, e talvolta a condanne a morte e lunghi periodi di
detenzione.

La Rivoluzione Culturale sradicò in modo totale la presenza cristiana
distruggendo le innumerevoli opere che ne avevano segnato il cammino.

In Italia e in Occidente si diceva "La Cina è vicina" e i giovani
erano sempre più affascinati dai pensieri del Grande Timoniere
contenuti nel famoso "libretto rosso" che veniva agitato nei cortei,
prima che quella rivoluzione risultasse un gigantesco fallimento sotto
il profilo politico, sociale, economico.

Successivamente, nel 1971, la Cina aderì all'Onu sostituendo Taiwan,
un'apertura della politica occidentale caldeggiata dal Governo
italiano di centrosinistra e, primo tra tutti nel nostro Paese, dal
Ministro Vittorino Colombo che per l'occasione fondò l'Istituto Italo
Cinese; che ha contribuito in modo assai rilevante a migliorare le
relazioni ed i rapporti economico-sociali e culturali tra l'Italia,
l'Europa e la Cina.

Alla sua scomparsa, l'Istituto è stato presieduto da personalità quali
Cesare Romiti e Achille Colombo Clerici, oggi a capo dell'Istituto
Europa Asia.


Nella seconda parte del libro gli autori si soffermano sul lavoro di
Vittorino Colombo in un quarto di secolo di incontri con il popolo
cinese e i suoi massimi rappresentanti.

Egli fece riaprire la chiesa di Matteo Ricci a Pechino, discusse con
il premier Zhouenlai di problemi universali compresa la pace mondiale,
la fraternità tra i popoli e- probabilmente, dei rapporti con il
Vaticano.

E sottolineano la missione, precedentemente citata, che Papa Giovanni
Paolo II gli affidò nel 1983.


La parte finale del libro sintetizza i rapporti tra il Vaticano e
Pechino degli ultimi venti anni e prefigura quali potranno essere gli
scenari del futuro prossimo in un mondo globalizzato dove la Cina,
come scandito ogni giorno, sta prendendo il sopravvento sugli altri
Paesi soprattutto in termini di sviluppo economico.

Commento del presidente dell'Istituto Europa Asia IEA Europe Asia
Institute Achille Colombo Clerici :

<< In questo momento storico agli amici cinesi dobbiamo confermare, con
il nostro operato, che l'Italia puo' diventare sempre piu' un
interlocutore, un partner privilegiato in campo culturale, sociale ed
economico, con il mondo cinese, ed un ponte naturale tra la Cina e ,
non solo la vecchia Europa, ma il mondo occidentale tutto.

Questo e' il compito ideale che ci si prospetta.

E dovremo operare, avendo sempre presente e rispettando il pensiero e
l'insegnamento morale ( che possiamo sintetizzare nei principi
dell'onestà degli intenti, della ricerca del bene comune, della
fermezza d'animo), sociale, culturale e politico dell'Amico Vittorino,
per raggiungere, se possibile, nuovi importanti risultati sulla via da
Lui tracciata.>>

Foto: Achille Colombo Clerici presidente dell'Istituto Italo Cinese
con il direttore Pang

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