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venerdì 29 settembre 2017
Salute a Milano. Dal curare al prendersi cura: Milano sperimenta nuovi strumenti di accompagnamento del paziente
venerdì 15 gennaio 2016
Salute, innovazione e sostenibilità con il Water Safety Plan. Oggi a Milano lo stato dell'acqua potabile in Italia con CAP, Istituto Superiore di Sanità e OMS

È quella annunciata a Milano da Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Oms e Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano, che sarà il primo in Italia ad adottare il WSP sul proprio sistema acquedottistico.
Il tema è al centro del convegno internazionale che è in corso oggi al Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", organizzato con il patrocinio del Ministero della Salute, dell'Istituto Superiore di Sanità, di Regione Lombardia, Città Metropolitana di Milano, ATO Città Metropolitana di Milano, Utilitalia e Confservizi Cispel Lombardia, alla presenza dei massimi esperti mondiali di acqua potabile a uso umano.
Il convegno è l'occasione per confrontare le migliori esperienze europee e programmare al meglio i prossimi passi italiani per l'attuazione e implementazione del Water Safety Plan. La giornata è stata introdotta da Emilia de Biasi, Presidente Commissione Salute Senato e Claudia Maria Terzi, Assessore Regione Lombardia, Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile.
Il WSP è divenuto parte integrante della legislazione europea con la direttiva 2015/1787 che modifica gli allegati II e III della direttiva 98/83/CE del Consiglio, che riguarda la qualità delle acque destinate al consumo umano, e concede due anni di tempo ai singoli Stati per adeguarsi alla nuova normativa.
Di fatto il WSP ridefinisce il modello del controllo dell'acqua potabile, basato fino ad ora sulla sorveglianza di segmenti circoscritti del sistema-acquedotto (prelievo-trattamento-distribuzione) e sul monitoraggio a campione dell'acqua distribuita in rete, trasformandolo in un sistema globale di gestione del rischio esteso all'intera filiera idrica dalla captazione al punto di utenza finale.
"Il passaggio al WSP significa per il Gruppo un investimento importante in innovazione tecnologica, in ricerca e sviluppo della conoscenza.
È il coronamento di un percorso che ha portato la nostra azienda a dotarsi di strumenti innovativi quali per esempio il Piano Infrastrutturale Acquedotti, il WebGIS, l'accreditamento ISO 17025 del Laboratorio Acque Potabili, e a concludere il censimento degli scarichi. Tappe senza le quali l'adozione del Water Safety Plan non sarebbe nemmeno immaginabile. – spiega Alessandro Russo, Presidente di Gruppo CAP – Tutto per garantire un'acqua ancora più di qualità, sulla quale i controlli non sono solo puntuali e continui, come avviene già adesso, ma anche ritagliati sulle caratteristiche della nostra falda e del nostro territorio, anche grazie al dialogo con i Comuni e con i cittadini".
"In pratica, per ogni sistema acquedottistico – dichiara Luca Lucentini, ricercatore dell'ISS - vengono valutati i possibili pericoli che possono compromettere la sicurezza dell'acqua in ogni fase della sua presenza nell'ambiente naturale, captazione, trattamento e distribuzione fino al rubinetto, stimandone il rischio e il possibile impatto sulla salute e, soprattutto, ridefinendo le misure per evitare pericoli. Un lavoro multidisciplinare e poliedrico, definito in una Linea guida nazionale, che CAP intende attuare in una filiera idro-potabile complessa e di larga estensione, svolto in cooperazione con le Autorità sanitarie e ambientali regionali e locali, e con il supporto tecnico-scientifico dell'ISS. Certamente, data la sua portata innovativa, le esperienze del progetto andranno a contribuire alle azioni di prevenzione in tema di acqua e salute coordinate dal Ministero della Salute e condotte da molte Regioni e Province Autonome, fornendo anche elementi di conoscenza originali da condividere in ambito europeo ed OMS".
Il WSP consentirà di decidere insieme alle ASL e alle altre autorità competenti, sulla base di una valutazione dei rischi, quali parametri monitorare in relazione ai rischi realmente presenti sul territorio e accuratamente analizzati. Sarà possibile, infatti, scegliere di aumentare o ridurre la frequenza dei campionamenti nelle zone di approvvigionamento, nonché estendere la lista di sostanze da monitorare in caso di preoccupazioni per la salute pubblica. Il tutto anche grazie al coinvolgimento attivo dei Comuni e degli stakeholder.
Gruppo CAP Il Gruppo CAP è una realtà industriale che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio della Città Metropolitana di Milano e in diversi altri comuni delle province di Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como secondo il modello in house providing, cioè garantendo il controllo pubblico degli enti soci nel rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e partecipazione. Attraverso un know how ultradecennale e le competenze del proprio personale coniuga la natura pubblica della risorsa idrica e della sua gestione con un'organizzazione manageriale del servizio idrico in grado di realizzare investimenti sul territorio e di accrescere la conoscenza attraverso strumenti informatici. Gestore unico della provincia di Milano per dimensione e patrimonio il Gruppo CAP si pone tra le più importanti monoutility nel panorama nazionale.
martedì 7 aprile 2009
Guida su omeopatia: distribuzione gratuita a Milano
IN DISTRIBUZIONE GRATUITA GUIDA DEL COMUNE SULL'OMEOPATIA
"Milano, sede dell'Expo 2015 – afferma l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna -, vuole essere all'avanguardia e, senza entrare nell'ambito della valutazione scientifica, propone ai cittadini una brochure informativa sull'uso delle medicine non convenzionali, in particolare l'omeopatia, con lo scopo di dare una corretta informazione sul suo uso. Milano non può trovarsi impreparata e deve poter garantire conoscenza e competenza ai milioni di turisti che parteciperanno a questa manifestazione, tra i quali ci saranno molti che si curano con l'omeopatia".
Oggi l'omeopatia è diffusa in oltre 80 paesi, in molti dei quali è inserita pienamente nell'ambito del sistema sanitario. In Italia la medicina omeopatica è utilizzata da 11milioni di cittadini e praticata da oltre 20mila camici bianchi.
Secondo i dati del Censis nel 2008 oltre il 23% degli italiani ha scelto le cure non convenzionali (MNC), convinti della loro efficacia e pagandole di tasca propria: un risparmio per il Ssn, in termini di ricoveri e altre prestazioni evitate, che ammonta a 40 milioni di euro.
Secondo l'Ispo il 65% della popolazione ha ormai dimestichezza col termine medicine non convenzionali e le conosce; per il Censis poco meno del 50% le considera utili, più del 70% vorrebbe che fossero rimborsate dal Ssn. Per quanto riguarda gli operatori, sono circa 12.000 i medici e i veterinari che fanno parte delle 25 associazioni e società scientifiche che compongono il comitato italiano dove sono rappresentate tutte le Medicine Non Convenzionali riconosciute dalla Federazione dei medici (FNOMCeO) e dalla Federazione dei veterinari (FNOVI). Nel settore operano circa 30 aziende che impiegano oltre 1.200 dipendenti; l'Italia è il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Un ambito in continua crescita: in media +6-7% annuo nell'ultimo decennio.
Secondo i dati Istat quasi il 15% della popolazione italiana si affida a farmaci omeopatici per curare le proprie patologie e migliorare il proprio benessere.
Una recente indagine Doxa stima che un italiano su due vorrebbe che il proprio medico fosse in grado, se necessario, di curarlo con l'omeopatia e il 23% della popolazione sceglie di fatto questo tipo di cure. Inoltre, il 52% degli italiani si sente più sicuro se il proprio medico di famiglia è in grado di curarli anche con l'omeopatia.
Donne di mezza età, manager, residenti al Nord Italia sono i principali utilizzatori, sempre secondo l'Istat, delle terapie non convenzionali, ovvero omeopatia, fitoterapia, agopuntura e trattamenti manuali. Tra le donne con un'istruzione superiore residenti al Nord, due su tre fanno uso di prodotti omeopatici. Il minimo di consensi per l'omeopatia si riscontra tra i maschi poco istruiti residenti al Sud (meno di uno su dieci).
Una recente indagine dell'Osservatorio Scienza e Società rivela che un italiano su tre ricorre all'omeopatia, almeno saltuariamente, e quasi uno su dieci lo fa con una certa assiduità. Nel 75% dei casi ciò che spinge verso questi prodotti è la percezione che abbiano minori effetti collaterali rispetto ai farmaci convenzionali. Solo un utilizzatore su cinque è convinto che siano effettivamente più efficaci. D'altra parte, a scoraggiarne l'uso non è tanto l'assenza di prove scientifiche sulla loro efficacia, rilevante solo per il 17% dei non utilizzatori, quanto il fatto che nessuno, a partire dal medico di base, li abbia mai consigliati. Ma il risultato forse più sorprendente riguarda l'annosa questione del ricorso all'omeopatia come frutto di una diffusa ignoranza e rifiuto dei principi scientifici alla base della farmacologia tradizionale. Il ricorso all'omeopatia non pare neppure legato ad un'ostilità pregiudiziale verso i farmaci convenzionali, ai quali perlopiù li si alterna o li si abbina: solo due italiani su cento si curano esclusivamente con l'omeopatia.
"I numeri – ha concluso l'assessore Landi – dicono che il fenomeno ha dimensioni rilevanti e che si tratta di una realtà da tenere in considerazione. La guida va proprio in questa direzione. Con questa iniziativa il Comune intende infatti fornire uno strumento, con basi scientifiche, per accostarsi con senso di responsabilità a un nuovo tipo di medicina".
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Citta' della salute. Masseroli: “La periferia diventa eccellenza”
La struttura, che avrà 1405 posti letto e per la cui realizzazione è stato calcolato un costo complessivo di 520 milioni di euro, nasce da un impegno contenuto nell'accordo di programma sottoscritto oggi dai rappresentanti degli 8 enti interessati: i comuni di Milano e Novate Milanese, la Regione, il Ministero della Salute, le fondazioni Irccs Besta e Istituto tumori, l'azienda ospedaliera Sacco e l'Università degli Studi di Milano.
"Con la Città della salute nasce anche il nuovo 'sistema città' di Milano - ha detto l'assessore allo Sviluppo del Territorio Carlo Masseroli spiegando che si tratta del primo grande tentativo di distribuire le grandi funzioni pubbliche anche nella periferia milanese.
"La periferia diventa centrale – ha aggiunto Masseroli –, funzione attrattiva anche di altre strutture eccellenti come gli alberghi low cost, le residenze per il personale, per i parenti dei degenti e per i ricercatori. Strutture che sorgeranno accanto alle altre realtà sanitarie cittadine. Creare queste centralità significa innovare in ambito nazionale e portare ancora più in alto il livello di eccellenza di Milano e della Lombardia".
Il nuovo complesso occuperà una superficie di 220.000 metri quadrati per le funzioni di ricerca, di cura, per le strutture di ospitalità e per i servizi.
Altri 70.000 metri quadrati saranno dedicati a parcheggi, impianti tecnologici e all'asilo nido aziendale. La realizzazione del progetto farà capo a un consorzio fra i tre ospedali interessati. A guidarlo sarà l'ex Presidente della Fondazione Fiera Luigi Roth. Il costo complessivo del progetto è stimato in 520 milioni: 15 per l'acquisto delle aree, 385 per la Città della salute vera e propria, 20,8 per le infrastrutture viarie, 100 per arredi e apparecchiature.
In allegato la mappa dell'area dove sorgerà la Città della salute
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Redazione del CorrieredelWeb.it
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mercoledì 25 marzo 2009
Giornata Mondiale Tbc. Landi: “Colmare gap tra culture diverse e accesso alle cure”
LANDI: "COLMARE GAP TRA CULTURE DIVERSE E ACCESSO ALLE CURE"
Nel nostro paese la maggior parte dei casi - più del 55% - si riscontra tra gli immigrati, con alcune differenze per età: tra gli italiani sono soprattutto gli anziani le persone più colpite, mentre tra gli stranieri sono i giovani-adulti. Ad accentuare il problema della diagnosi tempestiva e dell'accesso alle cure vi è anche la difficoltà ad avvicinare il mondo sommerso dell'immigrazione clandestina, ancora troppo numericamente elevato, alle cure del servizio sanitario. Il tutto aggravato da un iter curativo lungo e complesso che porta a una scarsa adesione alle terapie, con il conseguente sviluppo di ceppi più resistenti ai farmaci. Inoltre, povertà, malnutrizione e fumo fungono da amplificatori: mentre in condizioni normali si ammala una persona su 10, in presenza di questi fattori la proporzione sale drasticamente. Nelle grandi città i valori di incidenza sono triplicati: a Milano si parla di 25 casi ogni 100.000 abitanti, a Torino di 30 e tassi simili sono calcolati per Roma".
"E' necessario quindi – ha detto l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna – promuovere politiche di integrazione. Il nostro Paese rientra nella fascia di quelli a bassa incidenza, ovvero sotto la soglia dei 10/100.000 casi. Il problema sono i casi non notificati e il timore che i dati in nostro possesso non rispecchino il vero andamento della malattia. Ho sempre sostenuto che una grande città come Milano, con un tasso di immigrazione elevato, ha bisogno di un servizio ad hoc per coloro che non accedono al Servizio Sanitario Nazionale. Per questo motivo, un anno fa, abbiamo dato vita al progetto 'Immigrazione sana' che si sta mostrando di interesse per la popolazione immigrata presente sul territorio cittadino".
"Sulla base dei dati raccolti, ad oggi risulta che il 95% dei soggetti che si sono rivolti alle strutture del progetto 'Immigrazione sana' – ha spiegato l'assessore Landi – sostiene di essere stato vaccinato nel proprio paese di origine anche se non è in grado di specificare per quale malattia. Solo il 3% afferma di essere vaccinato contro la TBC e il 6% ha seguito la profilassi antitubercolare. Inoltre il 2,5% dichiara di essersi curato solo dopo essersi ammalato e il 3,5% di avere o aver avuto un parente ammalato o deceduto per tubercolosi".
"Milano è una città aperta al mondo – ha concluso Landi -, dove italiani e stranieri vivono e lavorano insieme ogni giorno e dove è quindi necessario colmare il gap tra diverse culture dello star bene e accesso alle cure, nell'ottica di garantire a tutti il diritto-dovere alla salute. Guardia alta quindi contro tutte le malattie, anche quelle ritenute erroneamente debellate".
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Redazione del CorrieredelWeb.it
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giovedì 19 marzo 2009
Settimana prevenzione tumori Lilt
DOMANI PALMERI E LANDI INAUGURANO SETTIMANA PREVENZIONE TUMORI LILT CON TESTIMONIAL LAGERBACK E MARGAGLIO
Saranno presentati in anteprima i risultati dell'indagine Doxa sullo stato di salute in Italia e in Lombardia, e sarà aperta al pubblico l'Unità mobile per visite gratuite al seno e alla cute.
Insieme al Presidente Palmeri e all'assessore Landi parteciperanno all'iniziativa il Presidente della Lilt-Milano Gianni Ravasi, la conduttrice Filippa Lagerback, il campione mondiale e olimpico di pattinaggio sul ghiaccio Maurizio Margaglio e le pallavoliste Consuelo Mangifesta e Nadia Terranova.
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mercoledì 18 marzo 2009
Hiv-Aids. Landi: “Urgente e strategico contenere contagio con utilizzo profilattici”
martedì 10 marzo 2009
Salute mentale. Landi: “Fatti di Torino evidenziano vuoto normativo che rende difficile continuità della cura”
LANDI: "I FATTI DI TORINO EVIDENZIANO VUOTO NORMATIVO CHE RENDE DIFFICILE CONTINUITA' DELLA CURA"
"Sono ormai mesi – ha aggiunto Landi - che vado denunciando il vuoto normativo che esiste in materia di pericolosità e sicurezza sociale. I Tso, pur avendo un ruolo fondamentale, non sono sufficienti a far fronte al problema. Le persone che soffrono di disturbi psichiatrici, devono essere seguite costantemente".
"Assieme agli esperti chiamati a partecipare al tavolo vogliamo dare risposte concrete e garantire un maggiore controllo del territorio, visto che da questo punto di vista c'è un vero e proprio vuoto normativo. Ad esempio, dopo il trattamento sanitario obbligatorio può succedere che le persone vengano lasciate sole e, oltre a danneggiare se stesse, possano in alcuni casi diventare fonte di pericolo anche per la società. Dobbiamo valutare con attenzione luci e ombre della legge Basaglia e cercare di colmare questo vuoto legislativo, coinvolgendo anche le altre istituzioni regionali e le associazioni dei familiari dei malati".
A Milano si stima siano circa 320.000 le persone che almeno una volta hanno sofferto di un disturbo mentale. Nel 2007, sono stati oltre 100.000 gli interventi nei Pronto Soccorso milanesi per problemi psichici.
Nella stragrande maggioranza dei casi, le persone colpite si recano spontaneamente al pronto soccorso; il 25% viene invece trasportato dal 118.
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lunedì 9 marzo 2009
Giornata Mondiale Rene: test per prevenire patologia anche asintomatica
LANDI: "TEST PER PREVENIRE PATOLOGIA ANCHE ASINTOMATICA"
Milano, 9 marzo 2009 – La diffusione delle malattie renali in Europa ha già assunto le dimensioni di un'epidemia: ne è colpita una persona su dieci. In Italia si calcola siano oltre 2 milioni i soggetti che ne soffrono, spesso inconsapevolmente. I pazienti in terapia sostitutiva crescono con un delta positivo annuo del 4,4%.
In Italia sono circa 40.000 i soggetti in dialisi a un costo pro capite annuo di circa 50.000 euro. In Lombardia, 1.500 pazienti l'anno entrano in dialisi. I reni malati in Lombardia sono oltre un milione, più di 100mila a Milano. Eppure il 26% dei lombardi, oltre uno su 4, ignora che i reni sono necessari alla vita di tutti i giorni.
Da uno studio (TNS Healthcare 2008) su un campione rappresentativo della popolazione italiana over 30, emerge che il 45% dei lombardi non conosce l'insufficienza renale (la media nazionale è del 41%). Il 47% crede che la malattia colpisca solo una persona su 100 e il 31% una su 500.
Secondo una ricerca Eurisko condotta su 1400 adulti, un italiano su due (49%) trascura i propri reni, convinto che non si possa fare nulla per prevenirne i deficit; l'11% non ha mai sentito parlare di insufficienza renale, il 56% non sa che si tratta di una malattia silenziosa e appena il 14% si rivolgerebbe a un nefrologo in caso di problemi specifici.
Infine, soltanto il 24% degli abitanti della Penisola si è sottoposto a test mirati per battere sul tempo le patologie renali e di questi solo il 4% ha citato il controllo della pressione. Eppure tenere sotto controllo la pressione arteriosa è il primo consiglio che arriva dagli esperti. L'ipertensione, infatti, può esserne la causa, contribuire alla sua progressione e, allo stesso tempo, essere una delle conseguenze di un malfunzionamento dei reni con il rischio conseguente di complicazioni cardiovascolari invalidanti o addirittura mortali o la dialisi.
I reni svolgono la funzione di filtrare il sangue e purificarlo, ma la pressione troppo elevata ne danneggia i vasi e quindi finisce per ridurre la quantità del sangue che entra nell'organo e che quindi viene filtrata. Inoltre, il malfunzionamento dei reni, spesso asintomatico, può avere conseguenze gravi quali ipertensione, ictus, infarti e scompensi cardiaci.
"Di fronte all'aumento delle nefropatie – ha dichiarato l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna - Milano si attiva per la prevenzione attraverso l'informazione e la sensibilizzazione sull'importanza delle sane abitudini: diete adeguate, regolare attività fisica e corretti stili di vita sono la base per prevenire le malattie renali. Giovedì 12 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Rene, medici e volontari – ha concluso Landi - saranno gratuitamente a disposizione dei cittadini per fornire informazioni o effettuare semplici test. Stare bene si può ed è importante cominciare eliminando o contrastando i fattori di rischio più importanti quali diabete, obesità, ipertensione, familiarità ed abuso di alcolici, antinfiammatori e fumo".
GLI APPUNTAMENTI A MILANO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL RENE – Giovedì 12 marzo 2009
Piazza Cordusio – Fondazione Italiana Rene, Società Italiana Nefrologia e Croce Rossa Italiana con due gazebo aperti dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
Piazza San Carlo – As. Pre. Ma. Re. con tensostruttura aperta dalle ore 9.00 alle ore 17.00.
Allegato 1
Allegato 2
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domenica 8 marzo 2009
8 Marzo. Moratti: "costruiremo l'Expo delle donne"
È quanto dichiarato dal Sindaco Letizia Moratti, oggi, in occasione della Festa della Donna, dove era presente Mariolina Moioli, assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali. Un appuntamento che il Comune di Milano ha voluto celebrare a Palazzo Giureconsulti, in collaborazione con la Camera di Commercio, attraverso la manifestazione "Informa.MI. DONNA – Le associazioni femminili per la città": protagoniste 21 associazioni che sul territorio cittadino si occupano di pari opportunità, salute, diritti delle donne.
"Oggi questo fare squadra può aiutare tutte noi - ha proseguito il Sindaco Moratti – nel nostro impegno in famiglia, nel lavoro e nella possibilità di essere inserite sempre più a pieno titolo nella società. La presenza di 21 associazioni, nella loro diversità, è la testimonianza della capacità di stare insieme, tipico delle donne, in un confronto e in un dialogo che arricchisce. Viviamo un momento di crisi che però è un'opportunità per il nostro Paese - ha aggiunto Letizia Moratti - e le donne non hanno mai mancato un appuntamento importante".
"Abbiamo deciso di celebrare la Festa della Donna ricordando i progressi e le conquiste sociali e culturali di ciascuna e di tutte nel corso degli anni – ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali –. Per questa ragione abbiamo dato spazio alla presentazione dei libri '8 marzo. Una storia lunga un secolo' e 'Donna m'apparve', ma anche ad un tè etnico curato dall'Associazione donne marocchine che vivono nella nostra città e a una rappresentazione teatrale 'Dopo di me il nulla' che racconta una storia di violenze e soprusi. Ed è soprattutto in tema di prevenzione e accompagnamento di chi è stata vittima di violenze che il Comune sta investendo in questi ultimi anni".
Il Sindaco, Letizia Moratti, che è arrivata a Palazzo Giureconsulti dopo una passeggiata a piedi, nel corso della quale ha voluto portare personalmente il suo augurio alle donne, ha poi incontrato le rappresentanti di tutte le associazioni presenti a Informa.MI. DONNA.
"Grazie alle donne della mia città – ha concluso il Sindaco - lavoriamo insieme ogni giorno, è un impegno grande che cercheremo di rafforzare sempre di più. Abbiamo un grandissimo progetto: costruire l'EXPO delle Donne e per le Donne. Sarà la prima volta che EXPO dedicherà alle donne un padiglione e una serie di progetti che svilupperemo insieme. Mi auguro la partecipazione di tante donne di tutto il mondo, già presenti nella nostra città, con tanti progetti perchè il nostro lavoro nel 2015 possa lasciare una traccia concreta".
Domani, Mariolina Moioli si recherà in visita alle donne detenute presso l'I.C.A.M. (Istituto di Custodia Attenuata per detenute Madri) e presso il carcere di San Vittore.
Allegata Scheda
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Presentazione Giornata mondiale del rene
Interverranno Diego Brancaccio, nefrologo dell'Università degli Studi di Milano e vice Presidente della Fondazione Italiana del Rene Onlus e Gherardo Buccianti, Presidente dell'associazione As. Pre. Ma. Re.
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