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martedì 22 dicembre 2015

Protezione e sostenibilità i temi dell’inchiesta GIFASP: nei risultati la famiglia è al centro mentre tra gli alimenti la pizza è al top e i devices tecnologici superano i giocattoli



Pensieri, ricordi, sogni, alimenti e oggetti e la loro cura e conservazione sono gli argomenti su cui si è soffermata l’inchiesta lanciata dall’Associazione Gifasp riguardante i momenti importanti da proteggere nella vita. Oltre 200 bambini e ragazzi hanno dato la loro risposta su cosa vogliono conservare della propria vita, in sintonia con il claim  “Cultura della protezione e della sostenibilità” sviluppata da GIFASP durante tutto il 2015, ricordando che conservare le cose importanti vuol dire proteggere e difendere i punti di riferimento, non solo materiali, della vita. Una particolarità: dalle indicazioni emerse risulta molto importante non solo il cibo ma anche chi lo cucina… L’alimento più gradito è quella preparato dalla mamma o dalla nonna

“Conservare le cose importanti vuol dire proteggere e difendere i punti di riferimento, non solo materiali, della nostra vita” è il titolo della campagna che GIFASP, il Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli, aveva scelto per Expo Milano 2015, a favore di “un packaging attivo sul fronte della cultura della protezione e della sostenibilità”. La raccolta dei questionari si è svolta attraverso vari eventi-laboratorio: “Schiscetta box” organizzato al MUBA - Museo del Bambino di Milano con due classi di seconda elementare della Scuola Primaria Setti Carraro Dalla Chiesa di Milano e con una prima media della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo di Altedo-Malalbergo-Baricella , l’evento “Incontro a Merenda” presso l’ExpoGate in centro a Milano ed infine con cinque classi di quarta della Scuola Elementare Aldo Moro di Canegrate (Mi) durante il secondo laboratorio “Schiscetta box”.
I questionari dell’inchiesta sono stati compilati con le risposte da 207 partecipanti in totale, bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni di età.
I pensieri e i ricordi più frequenti da conservare per i bambini riguardano la famiglia, intesa sia come attività in ambito familiare (esperienze condivise con genitori, nonni, fratelli e cugini), sia come famiglia unita, sia ricordi di un parente, soprattutto i nonni, che magari non ci sono più, con il 18% delle preferenze; un bambino ha ricordato, per esempio, il tatuaggio della sua mamma e un altro la propria famiglia biologica. Seguono le gite (al mare, a parchi e giardini, a fare un picnic, in cascina o a visitare le fattorie con gli animali) con il 12%, poi le vacanze o i viaggi (al mare o in città italiane come Bologna, Venezia, Lucca, Napoli, Roma e Pisa o straniere come Parigi, ma anche in luoghi più lontani come la Lapponia, Dubai e gli USA) con il 10%. Sull’8% si attestano poi i ricordi riguardanti un oggetto o un gioco (tecnologico e non) avuto magari in regalo e avvenimenti avvenuti a scuola o all’asilo con il 7%. Il 6% dei bambini ha ricordato eventi legati all’amicizia (in genere con il migliore amico) e all’infanzia. La nascita di un fratellino o una sorellina e la presenza di un animale domestico (in genere un cane, spesso deceduto) si pongono tra i ricordi più importanti insieme ad attività sportive, legate magari alla vincita di una coppa o una medaglia o a buoni risultati ottenuti, con il 4% delle preferenze. Seguono con il 3% delle risposte il laboratorio “Schiscetta box” (per i bambini più piccoli in quanto le interviste sono state fatte in contemporanea al laboratorio), la visita all’Expo (per i bambini di Canegrate, che hanno partecipato al laboratorio a pochi giorni di distanza dalla visita) e feste come il Natale. Una bambina ha ricordato un maestro della sua patria d’origine.
Per quanto riguarda i sogni, spesso i bambini li confondono con i ricordi e non riescono a mettere a fuoco perfettamente la differenza tra i due. In ogni caso, il 24% si focalizza su una professione futura, meglio se importante e conosciuta; ne hanno nominate moltissime: oltre ai classici cantante, attrice, parrucchiera, atleti come calciatore, giocatore di basket, ballerina e campionessa di nuoto oppure dottore, ingegnere e architetto, le più curiose sono state fumettista, militare, pittrice, pianista, inventore, poliziotto, scienziato e operaio (cioè lavorare in fabbrica); alcuni bambini sognano poi di diventare famosi e/o di essere ricchi. Molti sogni vertono poi su un desiderio, come quello, per il 14% di chi ha risposto all’inchiesta, di essere supereroi (dei fumetti o dei cartoni animati) o avere superpoteri, in particolare di volare; il 12% ha invece come sogno quello di continuare a stare bene in famiglia, di averla felice e unita e un bimbo sogna di vedere ancora i suoi genitori insieme. Il 6% desidererebbe avere un cane o un gatto e il 5%  vorrebbe che ci fosse la pace nel mondo o che venisse sconfitta la fame (solo i bambini di Canegrate hanno risposto in questo modo). Il 3% desidera andare al mare oppure ha un sogno riguardante l’amicizia, magari che duri per sempre quella con il migliore amico; il 2% vorrebbe girare il mondo oppure fare una bella gita (in piscina o al parco) o vacanza e sempre la stessa percentuale avrebbe il sogno di continuare a giocare, di stare immerso nella natura e di essere bravo a scuola. Qualcuno sogna poi di avere la macchina del tempo o più semplicemente… Di visitare Expo (non i bambini di Canegrate, ovviamente, che sono stati tutti ad Expo).
I cibi che i bambini prediligono, stando alla nostra inchiesta, sono la pizza per il 18% e la pasta per il 14%, quest’ultima con vari condimenti (pomodoro, pesto, carbonara ma anche cozze) o sue varianti come i tortellini, i ravioli, gli gnocchi e lasagne; i bambini di Canegrate (almeno in due casi) amano invece i pizzoccheri. Se l’8% sceglie come cibo le patatine fritte, il 9% predilige la verdura (soprattutto carote, broccoli, spinaci e insalata) e l’8% la frutta (in particolare le fragole, le pesche e le banane). Il 5% ama la carne, come, indicata dalla stessa percentuale, la cotoletta mentre il pesce non è stato indicato da nessuno. Tra i dolci, il cioccolato, il gelato e la torta sono tra i cibi più gettonati ma comunque più bassi dell’attesa. Tra gli alimenti più originali che sono stati nominati troviamo i ravioli primavera, il cous cous con la zucca, la frittata, le lumache, il kebab e lo zucchero filato. Si può in definitiva dire che i cibi più gustosi per i bambini restano sempre i primi e gli alimenti meno sani, ma molta strada stanno facendo la frutta e la verdura; una particolarità: dall’inchiesta è emerso che è molto importante anche chi prepara i piatti, perché spesso è stato specificato che l’alimento gradito è quella preparato dalla mamma o dalla nonna. Per i bambini è poi molto importante con chi si consuma il pasto (dato emerso dalla composizione della schiscetta): la maggioranza (55%) vede ideale la compagnia della mamma; un terzo quella del papà (34%) e il 10% circa quella di un parente (12% nonno, 9% zia, 8% cugino, 7% nonna). La famiglia è in primo piano, dunque (arrivando a circa il 90% delle preferenze), anche nella scelta degli alimenti.
Tra gli oggetti da conservare, infine, i prescelti sono stati gli oggetti tecnologici con il 15% delle preferenze (tra cui cellulare, TV, iPad, tablet, Play Station, computer, Wii, Nintendo e macchina fotografica) ma seguono, con la scelta del 14% dei bambini, giocattoli più tradizionali come peluche o oggetti di altro materiale a forma di animale, soprattutto orsacchiotti (anche risalenti all’infanzia, ma hanno nominato anche il cavallo, il dinosauro e il canguro) e i pupazzi con l’11% (tra cui alcuni regalati ad Expo). Il 10% dei bambini annovera, tra gli oggetti da conservare, quelli di gioielleria e bigiotteria, spesso regali, legati a persone (parenti o amici) o momenti della propria vita; per l’8% dei bambini sono da conservare le fotografie, ancora una volta collegate alla famiglia o a persone che non ci sono più, per il 7% le macchinine (o camion e moto) e per il 6% la palla, il pallone o altri attrezzi legati allo sport praticato (canestro, racchetta, skateboard). Poche preferenze sono andate ad un libro e al Lego. Alcuni hanno citato altri giochi tradizionali come le biglie, i pattini e il monopattino oppure oggetti vari come i trucchi, il mappamondo, il letto, il carillon, il rosario della nonna e in due casi la propria casa. L’inchiesta ha messo in evidenza quanto molti bambini amino la tecnologia ma anche che i giochi tradizionali ricoprono ancora un ruolo molto importante.


giovedì 19 novembre 2015

Il dopo-Expo. Riflessioni e consuntivo di un’azione speciale: “Gifasp for Expo” all’insegna della “Cultura della protezione e della sostenibilità”



Il Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli si è fatto promotore, in occasione di Expo Milano 2015, di un ricco programma dal claim “La cultura della protezione e della sostenibilità: conservare le cose importanti vuol dire proteggere e difendere i punti di riferimento, non solo materiali, della nostra vita”. Gli eventi, cominciati ad aprile 2015, sono proseguiti fino ad ottobre, in concomitanza con la grande Esposizione Universale e hanno alternato laboratori per bambini, incontri con il mondo del design, convegni sull’importanza del packaging contro gli sprechi alimentari e incontri con le famiglie per approfondire i temi caldi della protezione e delle sostenibilità

“La cultura della protezione e della sostenibilità: conservare le cose importanti vuol dire proteggere e difendere i punti di riferimento, non solo materiali, della nostra vita” è stato il claim seguito da Gifasp - Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli in occasione di Expo Milano 2015. Il gruppo che crede nello sviluppo, nell’innovazione e in un nuovo ruolo del packaging, ha infatti organizzato per tutta la durata dell’Esposizione Universale una serie di eventi, “Gifasp for Expo”, per fare conoscere l’importanza dell’imballaggio nella lotta contro gli sprechi. Questo impegno è stato perseguito con estrema determinazione ed ha toccato i luoghi clou dell’Esposizione Universale: Expo 2015 nel padiglione Cascina Triulza, Expogate nel centro di Milano, il MUBA alla Rotonda della Besana senza dimenticare la piantumazione in Kenya di 50 alberi a compensazione del CO2 emesso durante un evento e le scuole decentrate, ma non per queste meno attive sul fronte delle iniziative Expo. Queste sono state infatti coinvolte attraverso i laboratori, come la Scuola Primaria di Canegrate, che ha visto mobilitate cinque classi e una decina di insegnanti. Qui di seguito un elenco completo di tutti gli eventi organizzati da Gifasp durante i sei mesi di Expo.
Il programma “Gifasp for Expo – La cultura della protezione e della sostenibilità” è cominciato il 21 aprile 2015 con un laboratorio per bambini denominato “Schiscetta Box”. Questo si è svolto una prima volta al MUBA - Museo del Bambino di Milano con due classi di seconda elementare della Scuola Primaria Setti Carraro Dalla Chiesa di Milano e con una prima media della Scuola Secondaria dell’Istituto Comprensivo di Altedo-Malalbergo-Baricella e una seconda volta, il 20 ottobre 2015, con cinque classi di quarta della Scuola Elementare Aldo Moro di Canegrate. Gifasp in questo caso ha lavorato sul concetto di “Lunch box ideale” (o, come si dice a Milano, di “schiscetta”), creando un laboratorio dell’immaginario sul cibo e sugli assets immateriali che accompagnano questo momento topico per bambini dai 5 ai 12 anni. La “Schiscetta box” ha invitato perciò i piccoli a preparare la loro “schiscetta” ideale, mettendo in una scatola di cartone disegnata ad hoc (da Francesca Meana, così come tutte le figurine in cartoncino riciclabile) tutto quello che per loro è importante e non deve mai mancare nel loro pranzo: oltre ai cibi, le persone e le emozioni. In questo modo i bambini hanno descritto cosa significa per loro “il pasto del mezzogiorno” in tutte le sue accezioni.
In contemporanea è partita l’inchiesta “Scrivi i tuoi momenti importanti da proteggere (ricordi, emozioni, sogni ed anche alimenti e oggetti)” con questa premessa: “abbiamo perso, noi appartenenti alle società evolute, la percezione del grande impatto positivo che prodotti ormai a noi familiari (imballaggi, frigidaire, scatole, rivestimenti ed altro ancora) producono contro lo spreco alimentare; in questo scenario interventi di conservazione migliorativa possono produrre, nel giro di poco tempo, risultati straordinari. Può dare un contributo importante avviare una campagna di sensibilizzazione che allarghi il proprio raggio di intervento dalla sola conservazione e protezione degli alimenti sino a toccare i momenti importanti della vita, poiché anch’essi necessitano di uguale protezione, essendo i punti di riferimento del nostro essere quotidiano”.
Il 22 giugno 2015 presso il Centro Cucine Arclinea a Milano si è invece svolto l’evento “Good design, food design - Interior and exterior food landscapes” organizzato da Gifasp e da Arclinea, uniti nel nome della “cultura del design” coniugata con “la cultura del cibo”, in collaborazione con la rivista Interni. Questo appuntamento è stato parte del format “Design meets food, Milano meets the world - Conversazioni sulla creatività” ed è stato uno Showcooking – Talk con al centro una ‘Orange Experience’ che ha avuto come giovani interpreti Fabrizio Sansoni, Food stylist, Designer & chef e Francesca Meana, Paper designer, che hanno raccontato e mostrato il loro punto di vista sulla coerenza tra contenuto, forma, funzione e consumo. Al centro dell’incontro è stata infatti l’arancia, sulla base della quale Sansoni e Meana si sono raccontati, declinando entrambi, in base alle proprie competenze, il concetto di “Good Design” di Bruno Munari.
 “Facciamo luce sul ruolo del packaging nella lotta agli sprechi alimentari” è stato invece il nome del convegno promosso da Gifasp, sempre seguendo “La cultura della conservazione e della sostenibilità”, con la partecipazione di CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi, Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica e Istituto Italiano Imballaggio. Si è svolto il 18 settembre 2015 dentro il Civil Society Pavilion Cascina Triulza di Expo Milano 2015 e ha visto alternarsi interventi sulla lotta allo spreco, la sostenibilità ed il ruolo del packaging, una performance teatrale e il live tweeting. Per comunicare con più efficacia il messaggio di impegno civile, ha visto la piantumazione, in collaborazione con l'organizzazione Treedom di Firenze, di 50 alberi in Kenya a compensazione del CO2 prodotto dall'evento. La condivisione del tema principale è avvenuta in modalità dinamica grazie alle testimonianze in diretta; l’imballaggio e le sue caratteristiche, il ruolo del packaging nello spreco alimentare, il confezionamento sostenibile e le prospettive future del settore sono stati i temi affrontati da esperti e opinion leader, giornalisti e blogger insieme a talenti del settore del packaging. Ecco i nomi di riferimento che sono stati presenti al convegno, che ha visto il coordinamento di Fabrizio Bellavista, fondatore di Expopportunity: Emilio Albertini, Presidente Gifasp; Fulvia Lo Duca, Managing  Director Gruppo Cartotecnico Abar Litofarma e Past President di Gifasp; Eliana Farotto, Responsabile Ricerca & Sviluppo Comieco; Marco Sachet, Direttore dell'Istituto Italiano Imballaggio; Piero Capodieci del CdA Conai; Pietro Lironi, Presidente Assografici e Federazione Filiera Carta e Grafica; Marco Ardemagni, Conduttore Radio2, poeta e autore; Tonino Dominici, Presidente Box Marche; Adriano Facchini, Direttore Consorzio Agrario di Ferrara; Silvia Leoncini, Food blogger e scrittrice; Andrea Pozzo, Sistemi Qualità, Ambiente e Sicurezza LucaPrint Group; Massimo Falcinelli, Account Manager Iggesund; Fabrizio Sansoni, Food stylist e chef; Paola Negrin, Comunicazione Lab#ID LIUC; Paola Favarano, Presidente Comitato Donne AiFOS e Massimo Caviola, Managing Director Metsä Group. L’incontro è stato arricchito dalla performance teatrale dei Poeticanti “Prova tu ad essere un prodotto dentro un packaging” che ha approfondito le tematiche del convegno sfatando molte percezioni erronee.
Il 5 ottobre 2015, infine, all’Expogate di Milano, si è svolto l’ultimo evento “Gifasp for Expo”, “Dal buon cibo al cibo giusto”, un incontro organizzato dal Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli in collaborazione con Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica e Istituto Italiano Imballaggio. Rivolto ad un target di famiglie e bambini, ha visto alternarsi interventi sulla protezione, sulla sostenibilità e sulla creatività, una performance teatrale, tanta musica e una merenda di chef  ed è stato parte del palinsesto di Expoincittà e del Children Share Network. La merenda è stata realizzata da Fabrizio Sansoni, Food Stylist e Chef, che ha preparato anche una mousse contenuta in un packaging progettato ad hoc (design by Francesca Meana) e distribuito come gadget  finale. Emilio Albertini, Presidente Gifasp, ha introdotto l’incontro, moderato da Fabrizio Bellavista, Fondatore di Expopportunity; si sono poi alternati i temi della protezione e sostenibilità a cura di Alessandra Alessi, Responsabile comunicazione dell'Istituto Italiano Imballaggio e di Eliana Farotto, Responsabile Ricerca & Sviluppo Comieco, della creatività con Lorenzo Marini, Fondatore della Lorenzo Marini Group e con Silvia Lora Ronco, conosciuta come Silvia Deifiori, Flower designer e della psicologia con la conduzione di Fulvia Lo Duca, psicologa e Past President di Gifasp. Tutto il pomeriggio è stato animato dalla performance teatrale dei Poeticanti che hanno simulato il tragitto di un prodotto all'interno di un imballaggio dal titolo “Impara tu ad essere un prodotto dentro una scatola!!!” e hanno intonato filastrocche e canzoni con tutti i presenti.



martedì 9 giugno 2015

L’impegno di GIFASP per Expo Milano 2015: il ruolo del packaging in primo piano



I temi portanti di questa Esposizione Universale si coniugano con l’imballaggio e stanno assumendo, nel dialogo in rete, sulla stampa  e negli eventi sul territorio, un ruolo chiave nell’ottica antispreco alimentare portata avanti da Expo Milano 2015. E’ necessario quindi acquisire una nuova consapevolezza e nuovi atteggiamenti; l’Associazione GIFASPè impegnata per dare maggior diffusione alla “Cultura della protezione e della sostenibilità”: ecco il punto di partenza che caratterizza il suo intervento, spalmato sui sei mesi dell'Esposizione Universale

“La cultura della protezione e della sostenibilità” è prima di tutto un fatto culturale: la campagna del Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli, in fase di realizzazione in occasione di Expo Milano 2015, è allineata ai temi portanti dell’Esposizione Universale. Con una specifica importante: la cultura della protezione non riguarda soltanto i beni materiali, ma anche gli immaterial assets.
Cultura della Conservazione e della Sostenibilità
Si è perso, nelle società evolute, la percezione del grande impatto positivo che oggetti ormai a noi familiari (frigidaire, scatole, imballaggi, rivestimenti, ecc.) producono nella lotta allo spreco alimentare; d'altro canto serve anche ricordare che nelle società meno evolute, ove queste usanze quotidiane a noi familiari non esistono, circa il 60% delle derrate alimentari deperiscono o, nella peggiore delle ipotesi, restano nella catena alimentare producendo danni alla salute incalcolabili (ed incalcolati). In questo scenario, interventi di conservazione primaria (per Paesi meno evoluti) ed interventi di conservazione più sofisticati (per Paesi evoluti) possono produrre nel giro di poco tempo risultati di eccellenza.
GIFASP ed Expo Milano 2015: un programma volto alla consapevolezza e al progresso nel mondo del packaging
La percentuale di rappresentanza della popolazione mondiale in Expo Milano 2015 è del 93% ed il numero degli eventi - solo nel sito espositivo dell'Esposizione Universale - è di circa 4.400. L’afflusso nel primo mese è stato di 2 milioni e 700mila visitatori mentre nei soli primi tre giorni dell’inaugurazione si sono avuti nei social network quasi 600mila messaggi che trattavano di Expo e dei suoi argomenti principali.
In questo contesto, GIFASP - Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli, tra le prime Associazioni  a progettare un programma composito, ha elaborato un nutrito programma di eventi che ha già visto svolgersi un laboratorio con i bambini presso il MUBA di Milano nell’aprile scorso e un’inchiesta sui “Momenti della vita da proteggere”; in arrivo invece l’evento “Dal good design al food design” in programma il 22 giugno ad Arclinea a Milano, un intervento di unconventional marketing programmato per luglio, il convegno “La cultura della conservazione e della sostenibilità” il 18 settembre dentro Expo a Cascina Triulza ed un workshop creativo, “Dal buon cibo al cibo giusto” dentro ExpoGate il 5 Ottobre 2015. Parallelamente a queste iniziative vi è il concorso fotografico in memoria di Giuseppe Meana, focalizzato sulle tematiche principali di Expo 2015.



martedì 5 maggio 2015

GIFASP ed Expo 2015: “cultura della protezione e della sostenibilità” per un packaging attivo nella lotta agli sprechi



Il Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli parteciperà ad Expo 2015 con il progetto ‘Cultura della protezione e della sostenibilità’, “per far conoscere l’importanza del nostro prodotto nella lotta contro gli sprechi”, dichiara la Presidente Fulvia Lo Duca

“La decisione di preparare un programma da dedicare ad Expo 2015 è stata maturata più di due anni fa, quando ci siamo resi conto che Expo non solo ci riguardava direttamente, in quanto produttori di imballi primari e secondari per l’alimentare, ma poteva anche costituire un’ottima occasione per far conoscere l’importanza del nostro prodotto nella lotta contro gli sprechi”: così esordisce Fulvia Lo Duca, Presidente GIFASP - Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli e membro del CdA del Gruppo Cartotecnico Abar Litofarma. Lo Duca spiega in questo modo perché GIFASP ha da sempre creduto nell’opportunità di Expo 2015.
“L’imballaggio e la cultura della protezione e della sostenibilità”
“L’opinione comune rispetto agli imballaggi in cartoncino è ambivalente” continua Fulvia Lo Duca, che spiega perchè il packaging di GIFASP viene percepito a volte erroneamente. “Da un lato il nostro prodotto viene vissuto come ‘buono’ perché è riciclabile e costituito da materie prime che provengono da fonti rinnovabili e sostenibili. Dall’altra parte è però opinione diffusa che il packaging in cartoncino non sia poi così necessario, che la sua produzione comporti un forte impatto ambientale e che faccia parte di quelle attività che causano la deforestazione. Esiste in effetti una cattiva informazione rispetto all’imballaggio cellulosico. La sua realizzazione comporta infatti un impatto ambientale di gran lunga minore rispetto a quello della realizzazione del prodotto che va a contenere. Uno spreco alimentare dovuto a mancanza di imballaggio avrà quindi un effetto negativo più pesante rispetto alla produzione del packaging stesso. Per quanto riguarda la deforestazione, le cartiere che producono cartoncino in maniera responsabile utilizzano materiale che proviene da foreste sostenibili, dove per ogni albero abbattuto ne vengono piantati da due a quattro. Tutto questo è dimostrabile attraverso la visione di foto aeree, che documentano come nelle aree di operatività delle cartiere si sia verificato addirittura un rimboschimento”. E conclude: “ricordo infine che il nostro è un prodotto riciclabile. Le confezioni in cartoncino possono essere smaltite nel contenitore della carta e del cartone, contribuendo così a creare la base per la produzione di nuovo cartoncino”.
Le prime azioni di GIFASP per Expo 2015
Declinando il claim “La cultura della protezione e della sostenibilità: conservare le cose importanti vuol dire proteggere e difendere i punti di riferimento, non solo materiali, della nostra vita”, GIFASP ha lavorato sul concetto di “Box ideale” (o, come si dice a Milano, di “schiscetta”). Ha creato così un laboratorio dell’immaginario sul cibo e sugli assets immateriali che accompagnano questo momento topico che si è svolto il 21 aprile 2015: è di 5-12 anni l’età media dei bambini partecipanti al laboratorio presso la sede MUBA – Museo dei Bambini di Milano. In contemporanea è partita l’inchiesta “Scrivi i tuoi momenti importanti da proteggere (ricordi, emozioni, sogni ed anche alimenti e oggetti)” con questa premessa: “abbiamo perso, noi appartenenti alle società evolute, la percezione del grande impatto positivo che prodotti ormai a noi familiari (imballaggi, frigidaire, scatole, rivestimenti ed altro ancora) producono contro lo spreco alimentare; in questo scenario interventi di conservazione migliorativa possono produrre, nel giro di poco tempo, risultati straordinari. Può dare un contributo importante avviare una campagna di sensibilizzazione, che allarghi il proprio raggio di intervento dalla sola conservazione e protezione degli alimenti sino a toccare i momenti importanti della vita, poiché anch’essi necessitano di uguale protezione, essendo i punti di riferimento del nostro essere quotidiano”.
GIFASP, un’Associazione che crede nello sviluppo, nell’innovazione e in un nuovo ruolo del packaging
GIFASP - Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli opera, fin dal 1960, come Gruppo di specializzazione all’interno di Assografici. GIFASP segue inoltre strettamente l’attività di Comieco (Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosa), influenza le scelte dell’ECMA (European Carton Makers Association), condividendone le linee strategiche e  collabora con Pro Carton nell’ottica di promozione dell’immagine del packaging cartotecnico.

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